patrimonio culturale

La Chiesetta

“Frammento vivo di storia pugliese”

storia e spiritualità

La Chiesetta: Un Tesoro tra Storia e Fede

All’interno del complesso della Masseria Mangiato sorge una chiesetta di rara bellezza, un luogo dove il tempo sembra essersi fermato. Le sue mura in pietra bianca e i dettagli architettonici, che raccontano secoli di devozione pugliese a partire dal XVI secolo, la rendono il cuore pulsante di un’atmosfera sospesa tra spiritualità e natura.

Questo piccolo edificio non è solo un monumento, ma un testimone silenzioso del legame profondo tra la nostra terra e la storia del Mezzogiorno d’Italia. Edificata su uno strato di rocce affioranti, domina con la sua presenza l’antico ipogeo medievale che si cela al di sotto, creando un ponte unico tra il mondo sotterraneo e quello di superficie.

Un viaggio tra arte, storia e spiritualità nel cuore della

La Chiesetta di Masseria Mangiato

Esplora gli spazi, ammira gli affreschi e scopri il fascino dell’antica pietra di Martina Franca.

Un viaggio tra arte, storia e spiritualità nel cuore della

Ricerca Scientifica

Documentazione, rilievi fotogrammetrici e studi storici per la valorizzazione del patrimonio architettonico e artistico della Chiesa di Masseria Mangiato

Intervento di recupero e valorizzazione finanziato nell'ambito del PNRR
La Storia

Un Viaggio nel Tempo (1557 - 1710)

La storia della Chiesetta è documentata da preziose epigrafi e cicli pittorici che ne testimoniano l’evoluzione architettonica e la cura dei proprietari nel tempo.

  • 1557: L’epigrafe lapidea sulla sommità del fabbricato principale testimonia il ruolo dei proprietari originari, i De Marangeis, e la loro volontà di prediligere l’accoglienza dalla direzione della città di Martina.

  • 1559: Data presente nell’affresco absidale, che identifica la fase primitiva della cappella dedicata a Santa Maria della Croce.

  • 1663: Una descialbatura ha rivelato l’incisione “QUESTA CAPa FV SERRATA DA FRAN BLASI ANNO 1663”, segnando il passaggio a un uso più privato della cappella da parte del Barone di Statte.

  • 1708-1710: Il periodo del grande ampliamento barocco voluto da Vitantonio Blasi. Gli affreschi di questa fase, che arricchiscono l’aula con una decorazione ricca e particolareggiata, sono certificati dalla firma dell’autore: Generosus Cavallvs Bituntinvs Pince A.D. 1710.

Gli Affreschi: Tra Medioevo e Barocco

L'interno della chiesa custodisce un eccezionale palinsesto artistico dove convivono stili diversi. Nell'abside, il ciclo più antico (1559) con influenze tardo-medievali si intreccia con i successivi aggiornamenti barocchi del XVIII secolo. Qui, figure di santi e decorazioni a girali circondano la commovente scena della Deposizione. "Sulle pareti dell'abside sono ancora visibili antichi graffiti lasciati da viandanti e pellegrini nel corso dei secoli".

Le Origini e la Famiglia De Marangeis

L'epigrafe lapidea del 1557, incastonata sulla parte sommitale del corpo di fabbrica principale, rappresenta l’atto di nascita ufficiale della Masseria. Questa preziosa testimonianza certifica che la costruzione fu voluta da Pietro Antonio de Marangeis (Petrus Antonius de Marangis), esponente di una famiglia che avrebbe segnato la storia del territorio per generazioni.

L'Ampliamento Settecentesco

L’aula barocca (1710) accoglie un ricco ciclo di affreschi attribuito a Generoso Cavallo, caratterizzato da motivi vegetali e otto santi cari alla devozione locale. Sulla volta spicca lo stemma della Famiglia Blasi, committente dell'opera, con l'ermellino bianco e il nobile motto: 'Melius Mori Quam Foedari' (Meglio morire che tradire).

I Graffiti: La Voce dei Pellegrini

Sulle pareti dell’abside sono stati conservati numerosi graffiti storici lasciati da viandanti e pellegrini. Incisioni datate, come quelle del 1643 e 1675, testimoniano una frequentazione spontanea che trasforma la cappella in un archivio tangibile di devozione popolare, sopravvissuto ai secoli e ai cambiamenti di proprietà.

L'Ipogeo: Il Cuore Sotterraneo

Al di sotto della chiesetta si cela un antico ipogeo (X-XII sec.), un tempo rifugio e luogo di vita rurale. Questo ambiente scavato nella roccia, che ricalca quasi perfettamente la pianta della chiesa superiore, rappresenta la radice medievale di Masseria Mangiato. Le moderne tecnologie di rilievo laser hanno permesso di documentare questa sovrapposizione unica, dove uno strato di roccia di circa un metro e ottanta separa e sospende la cappella cinquecentesca sopra le cavità originarie.

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"Progetto di ricerca e documentazione sostenuto da fondi PNRR - Ministero della Cultura - Unione Europea - NextGenerationEU".
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